Ordine di rimozione di rifiuti: chi lo deve adottare?

Sentenza 5

Il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, con sentenza n. 4230 del 6 settembre 2017 ha stabilito l’incompetenza del Dirigente comunale a sottoscrivere un provvedimento di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi.

Sebbene l’art. 107 del T.U.E.L. attribuisca in generale l’attività di gestione ai dirigenti, questo tipo di provvedimenti compete in esclusiva al Sindaco. Infatti l’emanazione dell’ordinanza di rimozione, recupero e smaltimento dei rifiuti e di ripristino dello stato dei luoghi, in virtù del carattere di specialità riconosciuto all’art. 192 D.L.vo n. 152 del 2006 (Codice dell’Ambiente), dal quale la materia è disciplinata, è di esclusiva competenza del Sindaco.

Questo perchè la volontà del Legislatore deve essere ricostruita nel senso di affermare la competenza del Sindaco ad emanare le ordinanze nella materia di rimozione di rifiuti, ai sensi del c.d. Decreto Ronchi (art. 14 D.L.vo n. 22 del 1997), anche successivamente all’entrata in vigore del TUEL e fino all’entrata in vigore del citato Codice del 2006, che ha definitivamente ribadito siffatta competenza.

Questa sentenza nasce quando il Responsabile dell’Ufficio di polizia municipale di un comune della Basilicata, nel 2005, adottava un provvedimento col quale ordinava all’ANAS, e a due imprese operanti sull’Autostrada Salerno-Reggio Calabria, di rimuovere i rifiuti abbandonati lungo il percorso autostradale.

L’Ente statale impugnava l’ordinanza dinanzi al TAR locale, sostenendo l’incompetenza del Dirigente a sottoscrivere il provvedimento, che respingeva il ricorso. L’ANAS ha quindi promosso appello reiterando il motivo col quale deduceva l’incompetenza.

La sentenza del Consiglio di Stato scioglie definitivamente i dubbi sulla materia.

Fonte: Il Quotidiano della Pubblica Amministrazione

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