ITALIA: nel 2016 oltre il 50% di raccolta differenziata (52,54%)

ISPRA

ISPRA presenta i dati ufficiali della produzione dei rifiuti in Italia nel 2016, per la prima volta la media nazionale di raccolta differenziata supera il 50%.

Nel 2016 l’Italia ha raggiunto il 52,54% di raccolta differenziata (+ 5,05% rispetto al 2015 quando era il 47,49%) con 15.821.933 tonnellate rispetto alle 14.020.865 del 2015 (+ 1.801.068 ton).

I rifiuti complessivamente prodotti nel mnostro paese tornano nuovamente sopra i 30 milioni di tonnellate (+ 592.264 tonnellate rispetto al 2015).

Era dal 2012 che non si superava la soglia dei 30 milioni (in quell’anno furono 29.993.598 tonnellate rispetto alle oltre 32 milioni del 2011), a conferma che la produzone dei rifiuti urbani segue l’andamento dell’economia. Il dato è in linea con l’andamento degli indicatori soci-economici, sia nella spesa per consumi finali (+1,5%) sia del Pil (tra +1,7% e +0,9%).

Il dato positivo però che balza agli occhi è quello delle raccolte differenziate che crescono oltre il triplo dell’incremento dei rifiuti urbani totali, superando per la prima volta i 15 milioni di tonnellate rispetto alle 14.020.865 del 2015.

In dieci anni raccolta differenziata in Italia è raddoppiata, passando dal 25,8% del 2006 si è passati al 52,5% nel 2016, anche se il Paese rimane in ritardo rispetto all’obiettivo fissato per il 2012 (65%). Torna a crescere la produzione nazionale di rifiuti urbani nel 2016 dopo cinque anni di progressiva riduzione.

Dati produzione RU x regione 2016

I dati della raccoiolta differenziata sono tuttavia ancora lontani dall’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012, raggiunto solo da 4 regioni del Nord nel 2016.

L’incremento maggiore si registra nel nord Italia con +3,2% (14,2 milioni di tonnellate in valore assoluto), a seguire il Sud e Centro (+0,9 e +1,1% rispettivamente). Il Veneto si conferma la regione con la più alta percentuale di raccolta differenziata (72,9%), seguito dal Trentino Alto Adige con il 70,5%, dalla Lombardia con il 68,1% e dal Friuli Venezia Giulia con il 67,1%.

Tutte queste regioni si collocano, pertanto, al di sopra dell’obiettivo del 65% fissato dalla normativa per il 2012.

La provincia con i livelli più elevati di raccolta differenziata si conferma, analogamente ai precedenti anni, Treviso, con quasi l’88%, seguita da Mantova (86,4%), Pordenone (82,3%) e Belluno 80,4%. Superiori al 75% sono i tassi di raccolta di Cremona (77,9%) e Vicenza (76,5%) e prossimi a tale valore quelli di Varese (74,6%), Trento (74,3%) e Parma (74%).

Ancora una volta i più bassi livelli di raccolta differenziata, inferiori o di poco superiori al 10%, si osservano per le province siciliane di Siracusa (9,3%), Palermo (10,4%) ed Enna (11%).

Il Rapporto Rifiuti di quest’anno recepisce le modifiche apportate dal decreto ministeriale del 26 maggio 2016“Linee guida per il calcolo della percentuale di raccolta differenziata dei rifiuti urbani”, alla contabilizzazione dei dati su produzione e raccolta differenziata. Il decreto ha incluso nel calcolo della raccolta differenziata e della produzione alcune frazioni merceologiche prima non comprese, quali gli scarti della selezione della multimateriale, i rifiuti da spazzamento stradale e i rifiuti da costruzione e demolizione provenienti da piccoli interventi di rimozione (prima considerati rifiuti speciali). Questo ha sicuramente contribuito al balzo in avanti delle raccolte differenziate.Il testo del Rapporto Rifiuti 2016 riporta comunque anche i dati calcolati con la precedente metodologia.

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