ADDIO AL SISTRI

Il Ministro Sergio Costa

L’addio al SISTRI lo avrebbe annunciato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa affermando, in una intervista pubblicata dal portale di Tiscali, che  dopo anni di sospensioni, rinvii e aggiustamenti il Sistri non ha funzionato ed entro la prossima primavera entrerà in fiunzione un nuovo sistema di tracciabilità delle 140 milioni di tonnellate di rifiuti speciali che vengono movimentati annualmente in Italia.

Il Ministro ha detto che il sistema vada ripensato e mandato in pensione. Infatti oggi quasi tutti i mezzi sono dotati di GPS e rilevatori satellitari e quindi possono essere rilevati e tracciati tutti i movimenti.

Per ora però nel decreto milleproroghe manca la proroga delle sospensioni del Sistri.

Il presidente di CNA del Trentino Alto Adige, Claudio Corrarti ha ricordato che “e non si interviene con una proroga il Sistri diventerà operativo dal primo gennaio 2019. Dunque si aggraverà la situazione delle imprese nella gestione dei rifiuti speciali, aggiungendo problemi a problemi”. Corrarti in un tweet ha scritto: “A nove anni dalla sua nascita, il Sistri (Sistema di controllo della Tracciabilità dei Rifiuti) continua a fallire completamente rispetto agli obiettivi che ne avevano motivato l’introduzione. È quanto emerge dal sondaggio che la CNA ha effettuato nel mese di maggio 2018 su un campione rappresentativo di imprese soggette agli obblighi Sistri.”

Il voto complessivo che gli intervistati assegnano al Sistri è un 3 scarso in una scala da 1 a 10. “Il giudizio severo, che accomuna tutte le imprese a prescindere dalle categorie di iscrizione al Sistri e della dimensione – spiega Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino Alto Adige – è in linea con quello emerso da una precedente rilevazione effettuata nel luglio 2014 e rende evidente un dato: anche negli ultimi quattro anni le problematiche legate al Sistri, già segnalate dalle imprese dieci anni fa al momento della sua istituzione, non sono state affrontate in maniera efficace dal legislatore”.

“In questa fase – prosegue Corrarati –  c’è un’aggravante: alle imprese viene chiesto di ricominciare a pagare le enormi cifre per il contributo annuale, a fronte di un sistema mai divenuto effettivamente operativo. Se nulla sarà fatto, ci ritroveremo a fine anno davanti all’ennesima proroga e all’ennesima richiesta di pagamento per le imprese. Ma una soluzione c’è: adottare un intervento normativo per superare definitivamente l’attuale sistema e costruire un nuovo progetto con la collaborazione delle Associazioni imprenditoriali, che in questi anni hanno dato battaglia al Sistri. Sarebbe un atto avveduto ed atteso, in grado di rispondere alle complicazioni e ai costi subiti dalle imprese che, anche quest’anno, la nostra indagine conferma. Inoltre è da valutare l’opportunità di agire a livello territoriale, sfruttando le competenze dell’Autonomia delle Province di Bolzano e Trento. Da parte delle imprese intervistate, infatti, emerge un giudizio ampiamente negativo per il Sistri, determinato anche dall’inerzia del Legislatore che poco si è adoperato per modificare un progetto partito con il piede sbagliato”.

Questa indagine del Centro Studi CNA arriva dopo 4 anni dalla sua prima edizione del 2014 e dopo 10 anni e una trentina di provvedimenti legislativi che hanno riguardato il Sistri che, però, rimane tuttora in vita con le sue ormai note criticità e incoerenze.

Il primo riferimento normativo che ha dato vita al Sistri si ritrova nella Legge Finanziaria 2007, che stanziava 5 milioni presso il Ministero dell’Ambiente per la realizzazione di un sistema integrato per il controllo e la tracciabilità dei rifiuti. Su iniziativa e proposta di Selex (Società di Finmeccanica), il Ministero dell’Ambiente istituisce in prima battuta il Sistri con l’approvazione del DM 17 dicembre 2009, decreto che suscita fin dall’inizio forti perplessità. Un sistema che, a parte lo stanziamento iniziale, viene mantenuto in piedi da contributi pagati annualmente dai soggetti obbligati. Le inefficienze del sistema, e le procedure difficilmente compatibili con le operazioni che concretamente le imprese devono rispettare per una corretta gestione dei rifiuti, hanno determinato, negli anni successivi, continue proroghe dell’avvio del sistema e numerosi interventi legislativi, tra questi anche una soppressione e una successiva re-introduzione.

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