ROMA SPROFONDA SEMPRE PIU’ NELLA “MONNEZZA”

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La crisi dei rifiuti a Roma, accentuata dall’incendio che ha messo fuori uso l’impianto della Salaria e dalle feste natalizie con il consueto aumento della produzione di rifiuti, ha accentuato la crisi nella raccolta dei rifiuti e nell’igiene urbana della città.

Nei giorni scorsi l’autorevole New York Times intitolava “Rome in ruins” un articolo pre-natalizio (24 dicembre), poi ripreso da un altro articolo il 30 dicembre (, on Page TR1 of the New York edition) dal titolo “Don’t Do as the Romans Do” (Non fare come i romani).

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Negli articoli si leggeva: “Alcuni temono che la città rischia di diventare una discarica. Non un “mucchio di spazzatura della storia” o una preziosa discarica di antichità, ma una vera e propria discarica di rifiuti.

Nei giorni scorsi i presidi di molte scuole romane hanno minacciato di non aprire le scuole qualora non fossero state pulite le strade di accesso agli istituti scolastici (Avvenire 6 gennaio 2019 – La Stampa 6 gennaio 2019).

Il Movimento 5 stelle della Capitale sembra abbia presentato una delibera dove nella sostanza si dice: “Dove non arriva AMA, ci arrivino i romani” (Corriere della Sera 5 gennaio 2019) .

Alla proposta dei 5 stelle risponde Corrado Augias dalle colonne di Repubblica (6 gennaio 2019): “Perchè devo pulire Roma con la ramazza?“, mentre Udo Gümpel, corrispondente tedesco  della Rtl n-tv è andato per strada a ripulire alcune postazioni dai rifiuti armato di guanti, tenacia e coraggio (Corriere della Sera 6 gennaio 2019)

Qualcuno invece sembra riferire che la sindaca Raggi stia per dichiarare l’emergenza cittadina come estrema ratio di fronte al fallimento di ogni azione per gestire i rifiuti a Roma. Ma il Ministro all’Ambiente Costa non è convinto che sia la soluzione (Il Messaggero 6 gennaio 2019).

ARome_NYT02ltri invece propongono di riaprire Malagrotta per almeno 6 mesi (ma le vicende aperte dalla Magistratura e chiuse solo parzialmente con l’assoluzione di Cerroni, come si concilierebbero con la riapertura della più grande e storica discarica d’Italia?).

Nel frattempo viene aperta una inchiesta per interruzione di pubblico servizio per la mancata raccolta dei rifiuti durante le feste natalizie a seguito di alcuni esposti di cittadini residenti in diverse zone della città.

Insomma il caos regna sovrano a ROMA CAPITALE che è diventata la capitale della “monnezza” sorpassando Napoli e Palermo nella triste classifica in ordine di tempo delle emergenze rifiuti del nostro paese.

E’ evidente che dopo Giunte Comunali di tutti i colori politici che non sono state capaci di affrontare il problema (tentare di risolverlo sarebbe affermare troppo), è necessaria una svolta che non può che andare nella direzione di esautorare l’Amministrazione Comunale e la gestione di AMA, attraverso una task force e un Commissario ad acta, dotati di ampi poteri, che intervengano su tre fronti:

1° avviare la realizzazione di impianti di valorizzazione delle raccolte differenziate;

2° rivoluzionare il sistema di lavoro di AMA Roma, con controlli “pesanti” sui lavoratori che non effettuano quanto previsto dagli incarichi e dal contratto di lavoro;

3° controllare e sanzionare i cittadini, con sanzioni esemplari, che non effettuano una corretta separazione dei rifiuti.

Naturalmente tutto questo deve essere fatto:

  • garantendo ai cittadini volumi sufficienti di contenitori per strada dove collocare i rifiuti;
  • assicurando i servizi di raccolta;
  • avviando le raccolte domiciliari là dove i progetti già in possesso del Comune di Roma e di AMA prevedevano di poter partire immediatamente.

Se si attende ancora, per paura o incapacità di decidere, l’Italia farà l’ennesima figura “sporca” in mondovisione.

X via Stolone (4)B

 

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