#STOPMICROFIBRE. Un’alleanza per un’industria tessile competitiva e sostenibile promossa da Marevivo

StopMicroFibre

Marevivo, che da oltre trent’anni si batte a difesa del mare e delle sue risorse, riporta l’attenzione sul tema dell’inquinamento dei mari causato dalle microfibre, nell’incontro “#STOPMICROFIBREUn’alleanza per un’industria tessile competitiva e sostenibile”, tenutosi oggi all’Accademia Costume & Moda di Roma.

L’incontro, realizzato con il Patrocinio del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e del Ministero dello Sviluppo Economico, introdotto da Raffaella Giugni – Responsabile Relazioni istituzionali di Marevivo, Lupo Lanzara – Vice Presidente dell’Accademia Costume & Moda, e da Marta Ferri, Cavaliere del Mare di Marevivo, ha coinvolto importanti attori della filiera produttiva italiana, che hanno analizzato il problema delle microfibre.

Con questo incontro, desideriamo sensibilizzare le aziende dell’industria tessile sulla necessità di investire nella ricerca e nell’innovazione in tessuti più sostenibili con minor rilascio, e i produttori di lavatrici a sviluppare sistemi di filtraggio più efficaci, contrastare il problema della ‘fast fashion’ e rendere obbligatoria l’etichettatura dei capi di abbigliamento che contengono oltre il 50% di fibre sintetiche”, ha affermato Raffaella Giugni.

Per capire quanto sia importante e urgente affrontare il problema delle microfibre bastano solo alcuni numeri: un carico in lavatrice di capi sintetici, produce milioni di microfibre di dimensioni inferiori ai 5 mm che si riversano in mare dove vengono ingerite dagli organismi marini, entrando così nella catena alimentare; il 40% delle microfibre non viene trattenuto dagli impianti di trattamento e finisce nell’ambiente. La fondazione Ellen MacArthur nello studio “A New textiles economy” ha denunciato come gli abiti scarichino ogni anno mezzo milione di tonnellate di microfibre negli oceani. Una quantità pari a oltre 50 miliardi di bottiglie di plastica.

Marevivo ha lanciato già da tempo la campagna #Stopmicrofibre, sull’inquinamento causato delle microfibre, rivolgendosi alle istituzioni, alle realtà industriali e all’opinione pubblica affinché vengano presi provvedimenti adeguati per combattere questa emergenza.

#STOPMICROFIBRE ha come partner l’Accademia Costume & Moda, che proprio a partire dal 3 luglio, in occasione di “Accademia Factory 2019”, ha bandito la plastica monouso dall’Istituto, aderendo e condividendo l’impegno di Marevivo per la difesa dei nostri mari, attraverso la sensibilizzazione dei giovani e degli studenti di moda, esortandoli a lavorare per un sistema produttivo rispettoso dell’ambiente e dell’ecologia marina.

Inoltre per il prossimo anno accademico 2019/2020, sarà istituito il nuovo Master in Fabrics Innovation Design. Un Master unico che valorizza l’eccellenza manifatturiera italiana in cui convivono esperienza, tradizione, sperimentazione, tecnologia e qualità, apportando cultura e conoscenza, competenza e tecnica, e una concreta innovazione nel campo dei materiali.

Siamo di fronte a una nuova, vera, rivoluzione industriale che si gioca sull’economia circolare – ha affermato Lupo Lanzara, Vice Presidente dell’Accademia Costume & Moda. Un’evoluzione che ci impone di modificare il modo in cui produciamo e consumiamo. E’ una sfida stimolante che abbiamo accolto con entusiasmo perché noi, che lavoriamo nell’education dobbiamo sempre volgere lo sguardo al futuro e abbiamo l’ambizioso compito e il dovere di formare i nuovi creativi e le nuove classi dirigenti”.

Condivido pienamente i messaggi sostenuti da Marevivo sulla salvaguardia dell’ambiente marino e delle sue risorse e ho aderito con grande entusiasmo al progetto #STOPMICROFIBRE promosso dall’Associazione. Il mare è fonte di vita e occorre rispettarlo, anche nei più semplici gesti quotidiani. E’ un impegno di tutti affrontare e combattere un nemico tanto invisibile quanto dannoso, come quello delle microfibre”, ha affermato Marta Ferri, nota a livello internazionale come fashion designer e founder dell’Atelier Marta Ferri, che ha partecipato all’incontro in qualità Cavaliere del Mare di Marevivo.

L’incontro ha visto come relatori Giusy Bettoni, CEO e Founder C.L.A.S.S. (Creativity Lifestyle and Sustainable Synergy), che ha affrontato il tema dell’importanza di innovare responsabilmente nel settore della moda; Riccardo Andrea Carletto, Ricercatore CNR-STIIMA Biella, che ha parlato di nuove fibre sostenibili per l’industria tessile; Maria Cristina Cocca, IPCB CNR Pozzuoli, con l’intervento Il rilascio delle microfibre dai tessuti: impatto e soluzioni; Giorgio De Montis, di Banor Capital, ha portato il suo contributo in merito a investimenti e sostenibilità: perché il mercato premia le aziende responsabili; Pierluigi Fusco Girard, Amministratore Delegato Linificio e Canapificio Nazionale – Marzotto Lab, ha parlato del lino: una fibra europea sostenibile e polifunzionale. Le microplastiche negli oceani, da contaminanti emergenti a emergenza ambientale è stato il tema presentato da Francesco Regoli, Vice direttore del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente – Università Politecnica delle Marche; la ricerca sui materiali naturali, sul riciclo e sulle sperimentazioni green nel mondo della moda sono stati i contenuti dell’intervento di Stefania Ricci, Direttore Museo e Fondazione Ferragamo, presentando la Mostra Sustainable Thinking; Giovanni Schneider, Amministratore Delegato del Gruppo Schneider, leader nella prima lavorazione e nella commercializzazione di fibre tessili naturali pregiate, ha parlato dell’etichettatura di capi d’abbigliamento e della necessità di una legge.

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