Antonio Decaro nuovo Presidente dell’ANCI

Antonio Decaro, sindaco di Bari, è stato eletto oggi presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani dalla 33a Assemblea annuale dei Comuni.
“Da presidente dell’ANCI dimenticherò la mia  tessera di partito.  Perché qui apparteniamo tutti allo stesso partito, il partito più amato e più votato d’Italia, quello dei Sindaci” ha dichiarato il presidente dell’ANCI, appemna eletto, entrando nel cuore delle questioni più significative per i Comuni già a partire dal suo discorso di insediamento.
“Veniamo da un periodo durissimo di tagli lineari. Oggi – afferma – si riparte chiudendo alcune partite ancora aperte, chiedendo innanzitutto autonomia. Chiedo al Governo di liberarci dai troppi e inutili vincoli ai quali siamo ancora sottoposti. Perché se si liberano i Sindaci, l’Italia riparte davvero. Per questo credo che sia arrivato il momento – come ha già sostenuto il mio predecessore Piero Fassino – di sottoscrivere un Patto tra Stato e Comuni per aprire ad un’Agenda urbana nazionale su temi di importanza fondamentale come l’ambiente, il lavoro, la sicurezza, l’individuazione delle migliori soluzioni contro le difficoltà economiche in cui versano gli amministratori”.
Decaro ha ricordato che “i sindaci continuano ad essere le figure istituzionali più amate dagli italiani, nelle quali viene riposta la maggior fiducia. Ma siamo stufi – ha aggiunto – di fare meglio e prima degli altri i compiti a casa, per ricevere bacchettate sulle mani invece che un buon voto”.
L’appello più accorato del neo presidente dell’ANCI è rivolto però proprio ai sindaci: “Vorrò essere un presidente che faccia tra collante tra di noi – ha detto Decaro – perché sono convinto che dobbiamo stare uniti, attaccati l’uno all’altro, per essere più forti nelle nostre rivendicazioni, e per sostenerci nei momenti di difficoltà. Per tendere la mano, tutti insieme, a chi ha visto crollare in un minuto il suo paese, in una notte terribile. A chi è costretto ad accompagnare i bambini a scuola con la propria auto perché non ha lo scuolabus. A chi deve risorgere dalle ceneri finanziarie di una gestione scellerata. A chi sta lottando contro la corruzione. A chi subisce ogni giorno le intimidazioni dalla mafia. Siamo e dobbiamo rimanere una grande famiglia che condivide i problemi e trova insieme le soluzioni. Per i sindaci, e per le loro comunità. L’Anci – ha concluso – deve trasformarsi da sindacato dei sindaci a sindacato dei cittadini.

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