PRIMA VIENE LA TUTELA DELL’AMBIENTE E LA GARANZIA DEL SERVIZIO PER TUTTI E INFINE LA CONCORRENZA E IL MERCATO.

Non si può dare priorità alla concorrenza e al mercato se questo non consente la prioritaria tutela ddell’ambiente e la garanzia di un servizio universale a tutti! Questa è la sintesi della ricerca realizzata dall’Università LUISS-Guido Carli sul tema “La gestione dei rifiuti di imballaggio in Italia: profili e criticità concorrenziali”.

Nello studio i  relatori  si sono soffermati sugli aspetti giuridici ed economici della normativa italiana sul sistema di gestione della responsabilità estesa dei produttori e consumatori di imballaggi. E’ stato sottolinato come il legislatore abbia messo a disposizione tre sistemi, il sistema Consortile di CONAI, la possibilità di creare sistemi autonomi alternativi e il sistema cauzionale, creando i presupposti per la concorrenza, ma che ad oggi sono stati costituiti solo tre sistemi alternativi, mentre altri si sono caandidati ma non sempre rispondono ai criteri indicati dal legislatore fra i quali garanzia sullo svolgimento del servizio su tutto il territorio nazionale.

Sarebbe infatti troppo facile ritirare i rifiuti di imballaggio solo nella grandi città e abbandonare a se stesso il sud, le isole e i piccoli centri montani, dove il ritiro è maggiormente oneroso e sconveniente. Unica alteernativa sarebbe mettere all’asta queste aree ma con meccanismi amministrativi complessi e costosi che non giustificherebbero la funzionalità rispetto all’attuale sistema.

In sostanza i requisiti della legge per la nascita dei sistemi autonomi e il raccordo tra Conai e la Pubblica Amministrazione, fanno sì che “non si creino problemi di cherry picking”, lasciando scoperte le aree geografiche o le frazioni merceologiche che non generano ritorni economici.

La ricerca evidenzia che al fine di poter utilizzare al meglio la “leva concorrenziale” per soddisfare gli obiettivi ambientali “possa essere attuato un miglior collegamento tra il livello contributivo ambientale e i costi dell’impatto ambientale delle fasi di fine vita e nuova vita degli imballaggi”.

Prof. Roberto De Santis Presidente di CONAI

Prof. Roberto De Santis Presidente di CONAI

“Abbiamo commissionato all’ateneo LUISS una ricerca sui profili e criticità concorrenziali nella gestione dei rifiuti di imballaggio per aggiungere un contributo di valore al dibattito su questo tema” ha dichiarato Roberto De Santis, Presidente di CONAI. “Noi riteniamo che, qualora si intenda procedere ad interventi di evoluzione della normativa, ciò debba avvenire in maniera organica, evitando interventi legislativi parziali che potrebbero mettere a repentaglio gli importanti risultati di riciclo conseguiti. Occorre che tutti i soggetti coinvolti si facciano carico degli oneri ambientali connessi alla loro attività e siano chiamati ad obblighi di compliance e di trasparenza”. 

 

Prof. Michele Grillo, Professore Ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano

“L’introduzione di ulteriori misure di concorrenza all’interno di un mercato come quello della gestione dei rifiuti di imballaggio deve necessariamente tenere conto di alcune peculiarità tipiche del contesto, come l’interesse pubblico delle Amministrazioni a non lasciare frazioni di rifiuti non raccolte per strada” ha commentato Michele Grillo, Professore Ordinario di Economia Politica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e già componente del Collegio dell’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato. “Per questo, una eventuale riforma del mercato dovrà assicurare il fine ultimo ambientale e il raggiungimento degli obiettivi di legge, garantendo allo stesso tempo la trasparenza dei flussi gestiti e adeguati meccanismi di controllo”.

“Le esperienze internazionali mostrano che, nel settore dei rifiuti, più concorrenza non equivale a costi più bassi e a maggiore tutela dell’ambiente” ha aggiunto Gustavo Olivieri, Professore Ordinario di Diritto Commerciale dell’Università LUISS-Guido Carli. “A partire dal modello duale tedesco, più costoso e che causa distorsioni della concorrenza per via di una maggiore elusione contributiva, fino alla liberalizzazione della gestione dei rifiuti su superficie pubblica in Irlanda e Svezia, che ha portato ad una selezione delle utenze e delle aree da fornire in base alla loro profittabilità”.

 

CDL/rd.it

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