Asfalti stradali: esistono tecnologie più sicure per la circolazione e l’ambiente

L’evoluzione delle tecniche di costruzione e manutenzione delle strade è protagonista indiscussa di Asphaltica, il Salone europeo dedicato all’intera filiera dell’asfalto e delle infrastrutture stradali, in corso a Verona fino al 25 febbraio e promosso da SITEB – Associazione Italiana Bitume Asfalto Strade e Veronafiere.

 

Le aziende del comparto, alle prese da 10 anni con la crisi che provoca contrazioni dei lavori, sono oggi impegnate in costanti investimenti nel campo dell’innovazione per ridurre le emissioni inquinanti prodotte durante le attività di costruzione e manutenzione e per rendere più durevole e sicuro il nostro patrimonio stradale, circa 500.000 chilometri tra strade e autostrade.

 

Il costante progresso e gli investimenti degli operatori”, evidenzia il Presidente SITEB – Michele Turrini, “hanno portato oggi alla disponibilità di tecnologie all’avanguardia a livello europeo, che molto spesso però si confrontano con bandi di gara costruiti ancora secondo la logica del massimo ribasso o che comunque privilegiano esclusivamente gli elementi economici dell’offerta e non premiano l’adozione di tecniche eco-sostenibili o che prevedono l’impiego di materiali riciclati”.

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Più o meno innovative, più o meno diffuse sulle nostre strade, sono diverse le principali tecnologie adottate per migliorare la sicurezza degli automobilisti e abbattere le emissioni inquinanti:

ASFALTO MANGIA-SMOG

Si tratta di una tecnologia cosiddetta “fotocatalica” che, in presenza di luce, assorbe componenti inquinanti quali ossidi di azoto e zolfo, oltre alla CO2. Tale effetto si ottiene attraverso eco-rivestimenti contenenti ossido di titanio. La soluzione “mangiasmog” è particolarmente adatta ai centri cittadini con alti livelli di emissioni nocive e a quei tratti di strada in cui il traffico è strutturalmente congestionato.

STRADE “RICICLATE”

L’asfalto è un materiale facilmente e completamente riciclabile. Nel rifacimento di una pavimentazione si può, quindi, impiegare una quantità anche notevole(70-80%) di asfalto riciclato, soprattutto negli strati non superficiali, evitando di consumare risorse non rinnovabili (pietrischi e petrolio).

ASFALTO FONOASSORBENTE

Questa tecnologia, sempre più applicata soprattutto nei centri abitati, consente di attutire il rumore prodotto dal traffico di veicoli, riducendo l’inquinamento acustico delle grandi città. Può essere realizzata sia come variante dell’asfalto drenante (grazie a un doppio strato di materiale bituminoso modificato), sia inserendo nella miscela gomma triturata proveniente da pneumatici riciclati, argilla espansa o altri componenti.

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cdl

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