ASSIMILAZIONE: il TAR del LAZIO condanna il Ministero a emanare il decreto

Il TAR dichiara illegittimo il silenzio del Ministero in realzione ad una diffida ricevuta nel maggio 2016 e lo obbliga ad adottare il decreto che fissa i criteri per l’assimilabilità entro 120 giorni dalla comunicazione della sentenza.

Sono decenni che si attende chiarezza in merito alla assimilabilità dei rifiuti urbani. Si sono succedute numerose norme in materia, ma nessuna ha chiarito con certezza giuridica il problema. Tante sono state anche le sentenze che hanno sostanzialmente stabilito che i Regolamenti comunali sono legittimi se contengono la esatta determinazione della qualità e quantità di rifiuti assimilabili.

In merito alla qualità il problema è stato risolto con la definizione di un elenco di rifiuti assimilabili agli urbani (elenco codici CER assimilabili agli urbani), rimane però aperta la questione della quantità.

La sentenza n. 4611 del 13 aprile 2017 del TAR del Lazio richiama il fatto che ad oggi “… si continuino ad applicare i criteri per l’assimilazione previsti nella deliberazione 27 luglio 1984 del Comitato Interministeriale …“, ma che, in base all’art. 195 del D.Lgs 152/2006, il Ministero è tenuto ad adottare un decreto attuativo (fino ad oggi tanto atteso ma mai emanato – ndr).

Il Tribunale Amministrativo del Lazio, richiamando la diffida inviata al Ministero dell’Ambiente, afferma che “… il termine ulteriormente concesso dalla ricorrente nella sua diffida è pacifico e rende illegittima l’inerzia tenuta dal Ministero intimato.

Per questi motivi il TAR ha accolto il ricorso dichiarando “…l’illegittimità del silenzio tenuto dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare in relazione alla diffida …” e “…dichiara l’obbligo del predetto Ministero di concludere il procedimento menzionato nella diffida adottando, di concerto con il Ministero dello Sviluppo Economico, il decreto che fissi i criteri per l’assimilabilità dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani nel termine di 120 giorni dalla comunicazione, in via amministrativa, o dalla notifica ad istanza di parte, della presente sentenza“.

Speriamo che entro l’estate di quest’anno anche l’Italia abbia norme certe sulla assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani.

 

CDL

 

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