Il mondo brucia. La raccolta differenziata contribuisce al riequilibrio climatico

Il mondo sta bruciando. Secondo i dati di luglio le temperature in Francia e in Germania sono state anche di 16 gradi sopra la media. In Italia di 14. Milano, ripresa secondo parametri geotermici dai satelliti, è sembrata una palla di fuoco. Parte della responsabilità è dei sistemi di sviluppo ancora troppo dipendenti da fonti fossili, in particolare carbone e petrolio, che vanno corretti e compensati.

In questo contesto il nostro Paese per una volta, senza fare i finti modesti, si classifica al primo posto in Europa nel riciclo della carta che è proprio una delle politiche che ammortizza gli effetti negativi dell’inquinamento e che quindi può contribuire indirettamente all’equilibrio climatico. Un bel segnale per la cosiddetta transizione ecologica che quindi da noi in questo settore è già realtà.
Bisogna quindi far capire a tutti che sono sbagliati i tanti luoghi comuni che a torto accompagnano gli italiani. E che questi retaggi del passato siano sciocchezze lo dimostrano i dati postivi e incoraggianti del 27° Rapporto annuale Comieco presentato a Messina. Segno che associazioni, consorzi, gestori, terzo settore, istituzioni, Comuni e Regioni insieme allo Stato hanno contribuito in maniera importante alla cultura della sostenibilità concreta: a fianco alle parole ci sono i fatti a provarlo. L’economia circolare sta vincendo grazie a quel “fare sistema” che non è rimasta una scatola vuota.
   

Alcuni numeri: l’Italia è da record nel 2021 in Europa con oltre 3,6 milioni di tonnellate di carta e cartone differenziati, il 3,2% in più rispetto al 2020 e pari per la prima volta a 60 chilogrammi di materiale raccolto per abitante. E’ il secondo anno consecutivo che si è raggiunto l’obiettivo UE 2030 per il tasso di riciclo degli imballaggi cellulosici fissato all’85%, sia attraverso le raccolte differenziate comunali, sia con i flussi di imballaggi intercettati in aziende e grandi utilizzatori. Spicca il Sud con una crescita positiva del 4,3% grazie anche all’impegno di realtà come quella di Messina, capolista tra i Comuni più virtuosi.  Al Nord si è tornati ai livelli 2019. La raccolta cresce di 36 mila tonnellate (+2%), con Liguria e soprattutto Emilia-Romagna a trascinare la ripresa. Molto bene il Centro con +37 mila tonnellate (+4,5%), ma anche il Mezzogiorno conferma il suo recupero nei confronti delle macroaree Settentrione e Centro con 38.000 tonnellate in più. Il salto più consistente è quello della Sicilia che con +14mila tonnellate supera, per la prima volta, i 40 kg per abitante

Attraverso le 983 convenzioni attive,  nel 2021 Comieco ha corrisposto ai Comuni 218 milioni di euro, con un aumento del 44% rispetto al 2020, per la presa in carico e l’avvio a riciclo di oltre 2,5 milioni di tonnellate, pari a circa il 70% della raccolta differenziata comunale in Italia: il picco massimo di quantità  gestite in tanti anni di storia.

Solo con un grande impegno condiviso, però, sarà possibile raccogliere e avviare a riciclo 800.000 tonnellate di carta e cartone che ancora si stima finiscano nell’indifferenziato, con il duplice obiettivo di ridurre il gap del Sud con il Nord e sviluppare la raccolta sull’intero territorio nazionale. L’andamento è comunque ovunque positivo, i volumi complessivi di raccolta comunale crescono di oltre 110.000 tonnellate, dopo lo stop registrato con i dati del 2020. L’Emilia-Romagna si conferma al primo posto con 88,4 kg raccolti da ciascun cittadino; subito dopo Toscana (85,5) e Valle d’Aosta (75 kg).
Sintetizziamo i dati: nella raccolta differenziata comunale di carta e cartone la media pro-capite nazionale è di 60,8 chilogrammi per abitante: 65,7 al Nord, 73 al centro e 46,9 al Sud; sono 63 milioni le tonnellate di carta e cartone sottratti alle discariche dal 1998 al 2021. Le 983 convenzioni con Comieco valgono 2,5 milioni di tonnellate. 94,8% gli abitanti convenzionati e 88,8% i Comuni convenzionati. Il tasso di recupero degli imballaggi cellulosici è del 91,4% e di riciclo dell’85,1%.

Non è una questione di orgoglio, che pure è legittimo che ci sia, è la dimostrazione che il sistema funziona e va preservato, ampliato e migliorato. Si può dire quindi che Comieco contribuisce a spegnere l’ “incendio” dell’Italia e che la cultura della responsabilità e della condivisione nella presa in carico dei problemi sia ormai e per fortuna davvero diffusa.

 

Per rivedere la presentazione del 27° rapporto e scaricare il materiale clicca qui.

Post collegati:

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*
*